_virtual06La realtà virtuale (VR) è uno strumento che permette una forma specifica di comunicazione (Riva, 1999). È un ambiente complesso, definito da una interfaccia grafica diversamente immersiva, che permette di sperimentare l’esperienza di essere fisicamente presente in un mondo virtuale, al punto da poter interagire con esso, con sensazioni, emozioni e valutazioni tipiche della quotidiana interazione con il mondo.

Solo recentemente gli ambienti VR sono stati introdotti come strumento terapeutico nel trattamento di disturbi psicologici. Se posti a confronto con i tradizionali protocolli, gli ambienti VR mostrano numerosi vantaggi (in primis, sono un ambiente protetto per il paziente, dove è possibile avere nuove esperienze, quante volte si vuole, della situazione temuta). Vi sono già in letteratura evidenze circa l’efficacia di questa tecnologia nel trattare differenti disturbi psicologici. In particolare è stata posta attenzione al trattamento dei disturbi d’ansia, disturbi dell’immagine corporea, disturbi sessuali._virtual02Allo stato dell’arte, l’ambiente VR in psicoterapia è definito uno strumento utile capace di mediare tra lo studio del terapeuta e il mondo reale. In tale prospettiva, la VR è primariamente uno “strumento” che può essere usato in terapia; non è un sostitutivo che escluda gli elementi essenziali di qualsiasi psicoterapia.
I protocolli sperimentali e clinici stessi non possono prescindere dall’orientamento teoretico e dalla relazione terapeutica che si instaura con il paziente, e dai bisogni e necessità del paziente stesso (in particolare pazienti con disturbi d’ansia che richiedano una terapia basata sull’esposizione). La VR è un buon strumento, che permette di superare alcuni degli ostacoli diffusi alla terapia cognitiva e comportamentale (CBT) standard, soprattutto nelle forme basate sull’esposizione, permettendo esperienze altrimenti quasi impossibili, se non in modo immaginifico (come recarsi ad un aeroporto e salire su di un aereo, trovare una platea che ascolta, controllare l’esposizione allo stimolo temuto).

Evidenze Scientifiche

Numerose ricerche in diverse aree geografiche hanno dimostrato l’efficacia della RV nel trattamento delle sofferenze psicologiche. Gli ambienti ricreati mediante le tecnologie di RV possono rappresentare un ulteriore contesto di interazione sociale attraverso il quale è possibile sperimentare emozioni e azioni, per far rivivere agli utenti le proprie paure, le difficoltà, i comportamenti disfunzionali, e per far risaltare, nel contesto protetto di un laboratorio o di uno studio clinico, il materiale cognitivo ed emozionale che ne sta alla base. Per queste ragioni oggi anche la psicologia clinica, così come ormai da decenni la medicina, può avvalersi della RV come strumento per l’assessment, la diagnosi e l’intervento.
_virtual03I trial clinici controllati, i principali dei quali riportati in bibliografia, evidenziano che la psicoterapia del trattamento delle fobie assistita mediante la RV consente di ottenere risultati efficaci come, se non in tempi inferiori, i classici protocolli di trattamento CBT.

Differenti review e meta-analisi, anche pubblicate all’interno della Cochrane Library, hanno considerato gli studi condotti su fobie specifiche, tra le quali, in particolare, la paura di volare, l’agorafobia, la paura di guidare, la claustrofobia, la paura dei ragni.
Ulteriori studi sono stati pubblicati relativi all’uso della VR come psicoterapia basata sull’esposizione per il trattamento del disturbo da ansia sociale, disturbo post-traumatico da stress, disturbo da panico con o senza agorafobia. Questi studi mostrano evidenze cliniche e statistiche che la psicoterapia basata sull’esposizione in ambiente VR sia uno strumento promettente per il trattamento dei molteplici disturbi d’ansia (Pull, 2005; Riva, 2005; Wiederhold & Wiederhold, 2006). Recenti studi mostrano la validità dell’intervento anche con elementi specifici del disturbo del comportamento alimentare.

Protocollo di intervento

Il protocollo di intervento di seguito definito per il trattamento di disturbi d’ansia attraverso l’utilizzo degli strumenti forniti dall’ambiente VR è basato sul protocollo di intervento di Botella et al. (2006) sperimentalmente validato e riportato in bibliografia.
_virtual05Il principio su cui si basa l’intervento è quello della Desensibilizzazione Sistematica (DS), definito come “progressiva esposizione allo stimolo fobico e prevenzione del comportamento compulsivo”. La DS è la tecnica più consolidata nel tempo e più utilizzata in ambito di terapia comportamentale. è stata sviluppata dallo psichiatra sudafricano Joseph Wolpe (1972). Viene utilizzata soprattutto per il trattamento delle fobie e consiste nell’aiutare il paziente ad affrontare gradualmente la situazione o gli oggetti temuti, a partire da livelli di esposizione a bassa e media intensità, da incrementare con il procedere delle sedute. La DS ha l’obiettivo di associare (o condizionare) una risposta antagonista all’ansia, come per esempio il rilassamento muscolare o la respirazione profonda, in presenza degli stimoli ansiogeni, in modo da indebolire il legame tra la reazione d’ansia e gli stimoli ansiogeni stessi.

Psicologo e paziente compilano una lista degli stimoli ansiogeni, ponendo nelle prime posizioni quelli che procurano maggior disagio e nelle ultime quelli più innocui. Il terapeuta insegna al paziente ad affrontare prima le situazioni che procurano poca ansia, permettendogli di avvicinarsi progressivamente alle situazioni descritte nelle prime posizioni della lista.
Si vengono quindi a delineare una successione di sessioni durante le quali il paziente è posto progressivamente a contatto con le situazioni fobiche, la risposta compulsiva e/o di evitamento è prevenuta, e una nuova condizione di rilassamento è associata allo stimolo fobico. _virtual04

 

Per approfondimenti

Bibliografia essenziale

  • Botella, C., Villa, H., Garcia-Palacios, A., Quero, S., Banos, R. M., and Alcaniz, M. (2006). The use of VR in the treatment of panic disorders and agoraphobia, in Riva, G., Botella, C., Legeron, P., & Optale, G. (Eds.), Cybertherapy: Internet and Virtual Reality as Assessment and Rehabilitation Tools for Clinical Psychology and Neuroscience. Amsterdam: IOS Press. Riva, G. (2005). Virtual Reality in Psychotherapy: Review. CyberPsychology & Behavior, 8(3), 220-240.
  • Riva, G., Bacchetta, M., Baruffi, M., & Molinari, E. (2001). Virtual Reality-Based Multidimensional Therapy for the Treatment of Body Image Disturbances in Obesity: A Controlled Study, CyberPsychology & Behavior, 4(4), 511-526.
  • Riva, G., Bacchetta, M., Baruffi, M., Rinaldi, S., & Molinari, E. (1999). Virtual reality based experiential cognitive treatment of anorexia nervosa, Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, 30(3), 221-230.
  • Vincelli, F., & Riva, G. (2007), La Realtà Virtuale come supporto alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, in Vincelli, F., Riva, G., & Molinari, E. (Eds.). La realtà virtuale in psicologia clinica. Nuovi percorsi di intervento nel disturbo di panico con agorafobia, pp. 67-92. Milano: McGraw-Hill.
  • Wiederhold, B. K., Wiederhold, M. D. (2006). Virtual Reality as a Tool in Early Interventions. In Human Dimensions in Military Operations – Military Leaders’ Strategies for Addressing Stress and Psychological Support (pp. 45/1-8). Neuilly-sur-Seine, France: RTO.