L’approccio Cognitivo e Comportamentale alle problematiche psicologiche si fonda sui risultati della ricerca scientifica, che hanno mostrato l’esistenza di una stretta connessione tra pensieri, emozioni e comportamenti dell’uomo. In altre parole molti dei nostri problemi sono mantenuti in vita da ciò che facciamo e pensiamo nelle varie situazioni quotidiane. Modificando pensieri e comportamenti nel presente è possibile liberarci da problemi che ci affliggono da una vita.
Questo non facile obiettivo può essere raggiunto utilizzando:
- Il metodo cognitivo che ha lo scopo di aiutare ad individuare e correggere i pensieri negativi (cognizioni) che spesso accompagnano e sono causa di emozioni spiacevoli (dolore, sconforto, paura).
- Il metodo comportamentale, che ha lo scopo di modificare i comportamenti fonte di sofferenza e di aiutare il cliente ad imparare nuovi modi per affrontare le situazioni problematiche.
Un intervento di matrice cognitivo e comportamentale è:
- Centrato sul problema: cliente e psicologo lavorano insieme per trovare soluzioni concrete ai problemi fonte di disagio, cercando d’individuare i motivi per i quali questi si mantengono.
- Breve: raramente sono previste più di 15 sedute, ed alcune problematiche (come l’insonnia o alcuni disturbi sessuali) possono richiedere meno di 8 incontri. Generalmente le sedute durano circa un’ora ed hanno frequenza settimanale.
- Attivo: il cliente lavora soprattutto al di fuori della seduta, per mettere in pratica le strategie apprese durante la consulenza, con esercizi da compiere a casa.
- Clinicamente e scientificamente validato: numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia in termini di riduzione dei sintomi e di promozione del benessere e della qualità di vita. Nel caso di alcuni problemi come la depressione ed i disturbi ansiosi, è risultato efficace quanto i farmaci ed addirittura più utile di questi nel prevenire le ricadute.
- Non farmacologico: non è previsto l’utilizzo di farmaci anche se, in alcuni casi e per brevi periodi, questi possono essere somministrati dal medico curante per facilitare l’intervento psicologico
Accanto a modalità di intervento ormai consolidate nella pratica clinica, la psicoterapia cognitiva e comportamentale è in grado di offrire un vasto insieme di approcci e tecniche provenienti anche da differenti contesti culturali per offrire un intervento sempre più mirato ed efficace.
La Terza Erà della Psicoterapia cognitiva e comportamentale
Negli ultimi 15 anni accanto alle modalità classiche basate sui principi della esposizione e desensibilizzazione (su base comportamentale) e della ristrutturazione cognitiva (di matrice cognitiva), la psicoterapia cognitiva comportamentale ha integrato nel core concettuale e nella pratica clinica anche modelli dialettici, basati sulla meditazione, e integrati.
Utilizzando tecniche di meditazione, integrando l’esperienza accumulata dai modelli psicodinamici e dell’analisi transazionale, con protocolli basati sulla pragmatica della comunicazione, e con protocolli basati sulla rielaborazione degli eventi traumatici e degli stili di attaccamento, è possibile raggiungere un significativo miglioramento della qualità di vita personale. Maggiori informazioni sono riportate nelle pagine dedicate alle singole tecniche.
Per approfondimenti
- Chambless, D.L., & Hollon, S.D. (1998). Defining empirically supported therapies. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 66, 7-18.
- Galeazzi, A., & Meazzini, P. (2004). Mente e comportamento. Giunti.
- Lorenzini, R., & Sassaroli, S. (2000). La mente prigioniera. Strategie di terapia cognitive. Raffaello Cortina Editore.
